lunedì 10 giugno 2013

Sul Pellegrino con Nicola Zaccato e…altri amici


Nicola Zaccato non ha bisogno di presentazioni,almeno per coloro che frequentano e conoscono il Pollino. Troverete un ampio profilo sul sito “Alla scoperta del Pollino”.E’ l’uomo delle dieci vette in un giorno,del “Trekking dei due mari” in 16 giorni, toccando 35 vette e di altre imprese. La nuova sfida in programma è quella  di scalare 85 vette del Parco Nazionale del Pollino in 365 giorni  ( Giugno 2012 - Giugno 2013).Avevo in mente di portare alcuni amici sul Cozzo del Pellegrino tra cui l’amico Gianni,e grazie a lui,essendo cugino siamo riusciti a coinvolgerlo. Quindi abbiamo dato un valore aggiunto all’escursione.
Il Cozzo del Pellegrino è davvero una bella montagna,la più elevata dei Monti d’Orsomarso (1987 m.),ma comunque alla portata di tutti. Dalla vetta si apre una paurosa voragine con rovina di massi e di brecce che scende precipitosamente verso valle (il Canalone del Pellegrino),conferendogli  un aspetto davvero maestoso che contrasta con i versanti orientali più ondulati che degradano dolcemente verso le valli circostanti. Fa eccezione la pettata che dalla “Cresta” sale ripida in cima alla “Calvia”.Dai 1910 m. di questa vetta bisogna aggirare un fitto bosco di faggi bonsai,piegati e prostrati dai forti venti di ponente che soffiano dal Tirreno,per sbucare su una selletta che separa la Calvia dall’anticima del Pellegrino. La traccia corre poi sui paurosi dirupi e sui lastroni che contraddistinguono  la parte terminale del Canalone. Si scende di poco verso una forcelletta per affrontare infine l’ultima salita di vetta.


Il panorama è assolutamente senza confronti,peccato che la giornata sia stata “sporcata” da folate di nebbia e nuvole provenienti dal mare. In realtà è molto difficile trovare giornate limpide su queste montagne in quanto l’aria umida proveniente dal vicino Tirreno risale condensandosi rapidamente. L’occhio corre su tutte le vette del Pollino,sul Mar Tirreno e Mar Jonio contemporaneamente e se la giornata è limpida si scorge chiaramente l’Etna e si distinguono le isole Eolie. Scendendo verso Valle Lupa è stata una sorpresa trovare una gran quantità di neve ancora presente nei pendii a Nord e qui i ragazzi,Antonio,Alessandro,Fabrizio,Dario e il giovanissimo Claudio si sono divertiti come matti. A Valle Lupa vi è una straordinaria concentrazione di doline e inghiottitoi,e nel punto di sbocco della pista nella valle vi è uno davvero profondo e spettacolare. Anche qui come sul Pollino vi è una palese testimonianza dell’ultima glaciazione avvenuta 30.000 anni fa con la presenza di accumuli morenici,circhi e nicchie di escavazione glaciale.
 






































Un percorso ad anello che abbiamo chiuso in sette ore circa considerando che sulla vetta del Pellegrino abbiamo sostato un’oretta circa. L’estate stenta ad imporsi definitivamente,speriamo ci regali tante altre emozioni. Come dice l’amico Nicola “Arrivati in vetta non si vince nulla, non ci sono premi per chi arriva primo, puoi ascoltare il tuo respiro , il silenzio e vivere un’esperienza indimenticabile! La vetta non è soltanto una conquista, puoi guardare l’orizzonte e sentirti tutt’uno con il mondo che ti circonda!”



mercoledì 5 giugno 2013

Monte Alpi "I Moschettieri" (video)

Ecco finalmente il video della strepitosa ascensione a Monte Alpi lungo il canalone Ovest detto "I Moschettieri" nel Marzo scorso.Buona visione


lunedì 20 maggio 2013

Ferrata del Caldanello,Ramo Imperiale



Siamo nel territorio di Cerchiara di Calabria,destinazione Ferrata del Caldanello.Tale percorso è stato già ampiamente descritto in questo blog,e per l’occasione ho montato anche un video su Youtube.Nel Settembre scorso (2012) però,è stato creato un nuovo segmento chiamato “Ramo Imperiale”.Esso sfrutta una cengia stretta e molto esposta in sinistra idrografica sulla parete del torrente Caldanello al di sotto dei ruderi del castello. Con Edo, new entry tra i miei compagni di cordata,nel pomeriggio di domenica 19 Maggio abbiamo realizzato l’intero percorso della ferrata includendo appunto quello nuovo. 


Edo,possiede una notevole esperienza di ferrate essendo cresciuto praticamente nelle Dolomiti. Rientrato da poco in Calabria è partito alla scoperta del Pollino che conosce poco (alcune escursioni da giovanissimo) e quale occasione migliore per ritrovarci su un terreno a lui molto familiare.






Credo (a mio parere) che il modo migliore per realizzare l’intera via,sia quello di recarsi presso la briglia percorrendo la stradina che si dipana dalla piazzetta del paese e scende al depuratore. Da li,attaccare il lato destro della ferrata in A/R. Dalla briglia poi,risalire il lato sinistro fino ai ruderi del castello. Ci si dirige dietro il castello tra i vicoletti del paese per rintracciare un sentiero che scende verso le gole procedendo a destra un po’ ad’occhio,non essendoci nessuna indicazione. Scendendo lungo il costone vi è un corrimano metallico. Ad un certo punto,dove il sentiero si avvia decisamente verso sinistra,bisogna abbandonarlo guardando la parete alla nostra destra. Salendo per qualche metro direzione parete si giunge all’attacco dove è posta una targa.
Da li si segue la ferrata con la massima attenzione essendo molto esposta e che sfrutta,come dicevo una cengia molto stretta che ti costringe a procedere inarcando il corpo. Prima che curvi a destra vi è un tratto difficile e tecnico dove i piedi non hanno appoggio e bisogna procedere a forza di braccia in trazione con il cavo metallico. Si interseca in tal modo l'altro ramo di ferrata al di sopra della briglia. Da questo punto si scende verso essa ritornando al punto di partenza.























E’ chiaramente un percorso non adatto a chi soffre di vertigini e da fare assolutamente con il kit da ferrata munito dei due spezzoni di corda,dissipatore di energia e moschettoni da ferrata. Un interessante via che fatta in sicurezza permette di attraversare un ambiente di forra di estrema bellezza.






















Segue anche un breve video che riprende il primo tratto del Ramo Imperiale.